Nell’educazione non possono essere date indicazioni esatte, ma solo guide direttive.
Ad esempio il fatto che l’adulto deve rispettare il bambino il suo io e il ritmo con cui si va costruendo.
OGNI QUALVOLTA L’ADULTO AGISCE VERSO IL BAMBINO SENZA IL SUO CONSENSO, NE ABBASSA L’IO E GLI IMPEDISCE DI FARE CIÒ CHE PENSA.
Che l’adulto, ogni volta che chiede qualcosa al bambino, domandi il suo consenso è fondamentale.
Non voglio dire che si deve chiedere il permesso.
Non si dirà: “Bambino, permetti che ti dica… “, ma si tratta di non fargli violenza.
Se si vuole condurre a spasso un bambino che ancora non parla, quale permesso gli si puo chiedere?
NON SI TRATTA DUNQUE DI QUESTO, MA DI PRENDERLO RISPETTOSAMENTE, CON DELICATEZZA, DIRGLI QUALCHE PAROLA, IL BAMBINO ALLORA HA IL TEMPO DI SENTIRE, COME UN INVITO E IL SUO IO SI METTERÀ IN AZIONE IN TAL SENSO.
Se vogliamo dargli qualcosa, non diamogliela in mano, ma mettiamogliela vicino, aspettando che il suo io l’accolga e che la prenda da se.
In questo modo aiutiamo il bambino a sentire se stesso, ad avere fiducia nelle sue possibilità di azione…”
Maria Montessori
Dalla VII conferenza al Corso di Roma 1931