INSEGNAMI I PERICOLI

Proibire o sperimentare insieme?

“Non fare così”; “Non toccare” sono i ritornelli che maggiormente provocano lo spirito di contraddizione del bambino che cerca sempre di affermare a suo modo il proprio essere al mondo, il proprio desiderio di agire.

Il bambino, così ricco di energie positive, di inventiva, non fa le cose per farci dispetto, ma perché il suo bisogno di muoversi e di esplorare è per lui vitale, come respirare o mangiare. È ovvio che da un lato a questo dobbiamo rispondere, ma dall’altro dobbiamo contenere la sua straripante forza vitale perché non corra rischi, non si faccia male…

Una saggia norma è quella di consentirgli sotto la nostra guida talune esperienze, rendendole però inaccessibili quando non sia più possibile attuarle insieme.

Ecco alcuni esempi:

  • accendere una candela – posta in un candeliere stabile – e spegnerla soffiando o con un minuscolo spegnitoio (dopo l’uso, togliere dalla vista fiammiferi e candela);
  • con una spugnetta e qualche goccia di detersivo liquido lavare una pentolina, un coperchio (dopo l’uso il detersivo deve essere inaccessibile);
  • incollare figure con colla in pasta (coccoina) e pennellino (dopo l’uso non lasciare a disposizione la colla; anche la colla a stick è tossica);
  • preparare insieme i biscotti – pasta frolla, matterello, formine, teglia da informare – e verificare insieme il caldo intenso che esce dal forno, la prudenza con i “guantoni” per estrarre la teglia pronta, i biscotti caldissimi che non si possono mangiare .,

Dopo tanto “fare” e “partecipare”, il bambino accetta di “stare a vedere”, avverte il pericolo e si affida,

Naturalmente in famiglia, accanto alle cose “speciali” che ogni tanto può fare con la mamma o con altri di casa, il bambino deve poter fare altre cose da sé, che non siano in alcun modo pericolose e con le quali sperimentare la capacità e anche il piacere di stare da solo.

Se lo si tratta con calma e con rispetto, se gli si spiegano i fatti che si avvicendano nella giornata, il bambino capisce, accetta perché si sente riconosciuto come persona ragionevole e intelligente quale infatti è.

Se non è così, se si mette in situazioni a rischio o in opposizioni ostinate, è meglio chiedersi come mai Ira noi e lui sia nata la lotta e dove sia la nostra responsabilità!